L’Esercito dei Matti, la follia della guerra al Teatro Cooperativa

Dal 4 al 9 giugno 2024 al Teatro della Cooperativa di Milano è andato in scena uno spettacolo pieno di delicatezza e sensibilità: L’esercito Dei Matti, di Gioia Battista e Nicola Ciaffoni. Racconta la storia dimenticata dei matti di guerra, i soldati italiani internati nei manicomi durante la Prima Guerra Mondiale. I due attori attraverso le parole dei soldati sconvolti dalla follia della violenza della guerra, ci offrono un monito: la follia di tutte le guerre e ci ricordano di onorare la vita.
Gioia Battista, drammaturga e Nicola Ciaffoni attore e musicista solo in scena, raccontano infatti la storia di L’esercito dei Matti con grazia, con attenzione, con rispetto. Restituiscono la parola a tutti quei ragazzi neanche ventenni andati a combattere nella prima guerra mondiale impazziti per restare umani.
L’Esercito dei Matti: erano partiti che avevano meno di venti anni. Poi, non ci fu nessun mondo dove essere giovani.
La scena è caoticamente ingombra: al centro c’è una sorta di sintetizzatore e alcuni strumenti musicali. Ai diversi lati, croci di legno su cui sono appoggiate divise militari, o un bianco camice da medico.
Nicola Ciaffoni, solo in scena ci fa avvicinare piano ai matti. Inizialmente sono quei ragazzi lontani dalle terre irredenti e dai discorsi retorici. Non vogliono partire per la guerra e per questo provano a farsi passare da matti. Ma poi, una volta al fronte, matti lo diventano per davvero.
A loro viene richiesto solo di ubbidire da parte di un potere cieco, tirannico e a volte incapace di assumersi le proprie responsabilità. Come il generale Cadorna che dopo la disfatta di Caporetto attribuisce alla viltà dei soldati e non ha sue scelte strategiche sbagliate, la sconfitta epocale. Non mancano infatti nella narrazione riferimenti storici, politici e sociali.
I soldati devono essere ciechi, sordi e muti, addestrati solo ad uccidere o a essere uccisi. La pazzia diventa allora contagiosa davanti all’orrore quotidiano potenziato anche dal lato scuro della scienza: i gas, le prime armi chimiche.
L’attore indossa allora una maschera antigas. Il suo respiro diventa affannato, angosciato, la voce pesante in ricordo di quei circa duemila corpi ritrovati morti, come addormentati nelle nostre trincee sul Carso.
L’Esercito dei Matti: quando la pazzia diventa un’epidemia che si estende.
Ma essere matto non è un pretesto per abbandonare la battaglia. Per questo i vari generali applicano la censura: non esiste né la parola Pace, né la parola pazzia. Ed infatti i soldati matti vengono mandati nelle prime linee, incapaci davvero di combattere con la testa e l’animo pieno di dolore, demoni, vociame.
I loro corpi, ci ricorda Nicola Ciaffoni cambiando registro e dialetto facendo parlare i soldati un po’ dell’Italia tutta, saranno recuperati dai “recuperanti”, i contadini che arrivano a percepire 20 lire dallo stato per ogni corpo.
L’attore accompagna il suo racconto polifonico con musica dal vivo. É una musica disturbante, una cacofonia latente, che sa di distruzione, necrofilia, orrore, dolore.
Rende lo spaesamento, lo sgomento davanti ai quali la testa e il cuore fanno cortocircuito. Musiche e canzoni recuperate dalla tradizione alpina, come Il Testamento del Capitano, Stelutis Alpinis, Monte Nero, sono destrutturate e riadattate.
E poi arriva quel frusciare sinistro, quello strusciare claudicante, disordinato e sordo.
Annuncia la parata dei poveri civili che avanza scomposta, senza meta. Sono i profughi “irridenti”, quelli che hanno perso tutto, gli straccioni, i mutilati, soldati dai corpi vivi, ma morti dentro. Molti di loro verranno rinchiusi dopo la guerra nei vari manicomi d’Italia.
Il lavoro prezioso è frutto di una lunga ricerca tra fonti inedite, cartelle cliniche, scritti censurati, archivi, carteggi della direzione medica di manicomi con soggetti istituzionali.
Con questo lavoro termina la stagione del Teatro della Cooperativa, punto di incontro fondante per la comunità del quartiere Niguarda di Milano e non solo.
Venerdì 7 giugno lo spettacolo è stato arricchito da un incontro di approfondimento con la psicoanalista Olimpia Sartorelli in dialogo con la drammaturga Gioia Battista e con l’attore Nicola Ciaffoni sul tema della psicosi da guerra e come questa viene affrontata sulla scena.
L’Esercito dei Matti
di Gioia Battista con Nicola Ciaffoni
regia Battista/Ciaffoni
scene e costumi Chiara Barichello
sculture Alberto Rocca
arrangiamenti Walter Giacopini
consulenza disegno sonoro Giulio Ragno Favero
consulenza disegno luci Veronica Penzo
voci registrate Riccardo Maranzana, Mirko Soldano e Angelo Campolo, Luigi Cerpelloni,
Walter Giacopini, Enrico Morello, Francesco Morello
con l’amichevole contributo al violoncello del M° Luca Franzetti
scene realizzate da DeltaStudios (UD)
produzione Caraboa Teatro